Tesi copiata: e ora?

Il plagio è sempre esistito, almeno da quando esiste il diritto d’autore (prima, naturalmente, mancava il concetto). Però, da quando Internet ha invaso le nostre vite e sulla rete è possibile trovare di tutto, il rischio di plagio si è propagato a macchia d’olio, vista la semplicità di fare copia-incolla e l’apparente difficoltà, di contro, di essere “beccati”. Apparente, perché sappiamo non essere così: grazie ai software antiplagio usati da ormai la quasi totalità delle Università, il rischio di essere sorpresi a commettere plagio è altissimo.

Per cui, da un lato viene quasi naturale inserire nella propria tesi brani più o meno lunghi interamente copiati dal lavoro altrui – specie se questi altri sono anonimi, come per esempio gli autori degli articoli di siti web come Wikipedia – dall’altro però non ci si può più nascondere dietro un dito, o meglio dietro alla sicurezza di non essere colti in flagrante perché «ti pare che tra tante pagine web si possa riuscire a risalire al testo originale?»

Sì, ci si riesce.

È davvero reato copiare la tesi?

Sì, è reato. E anche grave.

Che piaccia o meno, il diritto d’autore si applica su ogni opera dell’ingegno, e non serve neanche che questa sia pubblicata o protetta in altri modi! Il diritto d’autore, infatti, a differenza del copyright (che è un’altra cosa), è inalienabile: non può essere ceduto, né trasferito, né eliminato.

Lo sfruttamento economico non c’entra: il diritto d’autore riguarda semplicemente la paternità dell’opera.

Questo vale non solo per libri e articoli accademici, ma per ogni singola parola scritta su Internet, inclusi siti web chiusi da tempo, o semplicemente senza indicazioni di copyright. Attenzione dunque al copia-incolla compulsivo, perché nessuno è al sicuro, e ritrovarsi con una tesi copiata può tornare indietro come un boomerang sotto forma di grosso danno!

Tesi copiata: cosa si rischia

La Tesi di Laurea è un passaggio importante nella vita di uno studente: segna la fine di un percorso, e il riconoscimento di anni di sudore e sangue sui libri. Però, troppo, spesso, per un motivo o per un altro ci si ritrova a scopiazzare qua e là parti di testo.

Vuoi per la mancanza di tempo (chi non si è mai ridotto all’ultimo minuto?), vuoi perché si prende sottogamba l’importanza di questo step, spesso parte della tesi è copiata di sana pianta da altri libri, da siti web di dubbia provenienza e da articoli reperibili in rete. Ma anche questo, anche in una semplice Tesi di Laurea che «tanto non la legge neanche il relatore» (cosa peraltro non vera), significa ledere il diritto d’autore, il che è reato.

Ed è reato penale!

“Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno.
La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito.”

Articolo 1 della legge 475 del 19 aprile 1925 sulla Repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche.

Reato di Plagio = reclusione fino a un anno, quindi, oltre alla pena – accessoria – di vedersi annullato il titolo con così tanta fatica conseguito. Il tutto per non aver ceduto alla pigrizia di fare semplicemente copia-incolla e ritrovarsi con una tesi copiata.

Tesi Copiata: è reato di Plagio

Evitare il Plagio: come fare

Diceva Umberto Eco che i libri si fanno con altri libri, ossia citando e riprendendo fonti, teorie e testi per fare ogni volta un piccolo passo in avanti. Come evitare allora di ritrovarsi con la tesi copiata se, specie nel caso di una tesi compilativa, si ha bisogno di citare e riportare più fonti possibili per avvalorare il proprio lavoro?

Bene, le citazioni non sono plagio! Se fatte bene, riportando l’origine della fonte (e della traduzione) ogni volta per bene, non fanno della tua una tesi copiata. Quindi, niente panico!

Altro sistema, ovviamente – perché c’è sempre la possibilità che, involontariamente, ci sia lasciati andare – è predisporre, prima della consegna, uno scanning antiplagio: software come il nostro fanno per gli studenti ciò che altri software fanno per Università e docenti, ossia fare un check del plagio all’interno di una Tesi.

Non possiamo parlare per gli altri programmi antiplagio, ma Plagio Scanner evidenzia le parti plagiate e altre tipologie di testo riconducibili al plagio, ossia citazioni non corrette, parafrasi superficiali eccetera, in modo da permettere allo studente di andare a operare direttamente là dove c’è il problema e risolvere il suo problema di tesi copiata!

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